APPROFONDIMENTO

Il Disturbo

Le persone si muovono nel mondo nel miglior modo possibile per loro,
in quel momento.

APPROFONDIMENTI

Il Disturbo

Le persone si muovono nel mondo nel miglior modo possibile per loro, in quel momento

Penso che le persone si muovano nel mondo nel modo che per loro, in quel momento, è il migliore possibile. Ci sono poi momenti nella vita in cui quel modo di muoversi che ha funzionato sino a lì, sembra non valere più, sembra non avere lo stesso senso e lo stesso significato. È in questi momenti che la persona può sentirsi spaesata, confusa, persa, disorientata, spaventata, irriconoscibile ai suoi stessi occhi.

Ecco che per provare a ristabilire l’equilibrio ci si muove per cercare di ridare un senso alle cose. A volte lo si fa evitando di prendere delle scelte, percependosi immobili e senza più alcun entusiasmo, altre volte, al contrario, si fanno scelte poco ponderate sull’onda dell’impulsività come se non si fosse più padroni delle proprie azioni. Altre volte ancora, ci si può ritrovare a “saltellare” da un modo all’altro, dal fare apparentemente senza un motivo preciso, al non fare nulla… si può far fronte alla difficoltà in mille altri modi. Ciò che può accomunare tutte queste espressioni diverse del disagio è il fatto che le persone si esprimono raccontando, in modi diversi, di un arresto del movimento, come se la strada del loro cammino fosse terminata sotto i loro piedi e non riuscissero più a vedere da che parte riprendere il percorso.

Il disturbo, nella Teoria dei Costrutti Personali di G. Kelly, è visto proprio come un blocco del movimento di una persona – partendo dal presupposto che le persone siano sempre in movimento nella loro vita. Questo blocco può essere raccontato in tanti modi diversi: con un senso di sospensione, di arresto, o come se ci si sentisse impantanati, nelle sabbie mobili, soffocati, zittiti, senza più una direzione, senza più uno scopo nella vita, allo sbaraglio.